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GEORGE TOWN (PENANG), 4 luglio 2026 – In un momento in cui la comprensione reciproca è vitale per la coesione globale, la storica Moschea Kapitan Keling di George Town è diventata la cornice di un importante incontro bilaterale incentrato sulla fratellanza e sulla spiritualità. Questo pomeriggio, il Rev. Padre Marco Baragli, Consigliere per la Cooperazione Internazionale presso l’Organizzazione Mondiale degli Stati, accompagnato dalla moglie, la signora Anna Delli Muti, ha incontrato il signor Hafiz Tahir, che rappresentava il Presidente della moschea, il signor Haji Kamurudin Bin Abdullah. Il fulcro dell’evento è stato interamente incentrato sul favorire la pace attraverso la preghiera e il dialogo, con l’esplicito scopo di evidenziare i punti in comune piuttosto che le divisioni teologiche.
La profonda importanza dell’incontro odierno risiede nel suo approccio alle relazioni interreligiose, radicato nel territorio ma al contempo fortemente diplomatico. Entrando nella sacra sala di preghiera della moschea per unirsi alla preghiera islamica, Padre Baragli e sua moglie hanno dimostrato un gesto di profondo rispetto che è andato oltre la mera tolleranza, stabilendo un potente esempio di impegno attivo. Questa esperienza spirituale condivisa ha aperto la strada a una discussione approfondita sulle strette affinità tra il Corano e la Bibbia. Padre Baragli e i rappresentanti della comunità hanno analizzato i nomi di Dio nella tradizione islamica, esplorando come questi stessi attributi divini siano riflessi e venerati all’interno delle Scritture cristiane. Allo stesso tempo, si è svolto un proficuo dialogo tra le donne, durante il quale le signore della comunità si sono confrontate con la signora Anna Delli Muti. La loro conversazione ha affrontato le distinzioni teologiche con grande serenità, confrontando il concetto di Allah come assolutamente Uno con la dottrina cristiana del Dio Trino, affermando infine una condivisa e profonda venerazione per l’Onnipotente.
Questo incontro riveste un significato straordinario se visto attraverso la lente dell’unico panorama socio-religioso della Malesia. L’Islam non è solo la religione ufficiale della federazione, ma anche la fede della maggioranza della sua popolazione, profondamente radicata nel tessuto legale, culturale e politico del Paese. In una nazione multiforme composta da comunità malesi, cinesi, indiane e indigene, il modello malese di Kepelbagaian (diversità) si basa fortemente sul modo in cui la maggioranza musulmana si relaziona con le altre tradizioni di fede. Storicamente, la Malesia si è posizionata come un faro globale di Islam moderato e come un ponte tra il mondo occidentale e quello islamico. Pertanto, un incontro come quello di oggi — in cui i rappresentanti di un’organizzazione internazionale globale e la leadership islamica locale si siedono per discutere delle comunanze teologiche — funge da contro-narrazione vitale alla radicalizzazione e alla polarizzazione globale. Ribadisce l’idea che una maggioranza religiosa dominante possa usare la propria posizione non per emarginare, ma per proteggere, accogliere ed elevare le voci di minoranza in uno spirito di vera uguaglianza.
Dopo la preghiera, il gruppo si è spostato nella storica sala del minareto. Da lì, per stabilire un seguito concreto e istituzionale all’iniziativa, Padre Baragli ha effettuato una telefonata all’Ambasciatore Alfredo Maiolese, Presidente della European Muslim League e Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale degli Stati. Questa conversazione ha rafforzato il loro reciproco impegno a costruire un ponte diplomatico e culturale duraturo tra le comunità cristiane e musulmane, proiettando l’esperienza odierna verso future collaborazioni internazionali.
In definitiva, la calorosa accoglienza a George Town dimostra che la maggioranza musulmana della Malesia continua a sostenere un modello sofisticato di pluralismo. Coltivare l’armonia e la comprensione reciproca è essenziale per preservare la stabilità sociale della nazione, dimostrando che, quando gestita con rispetto reciproco, la diversità religiosa si trasforma da potenziale linea di frattura in una preziosa opportunità per una pace sostenibile e duratura.
Marco Baragli
