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Intervista a Jean-Philippe Carpentier, Console Onorario del Granducato di Lussemburgo in Normandia e Presidente del Corpo Consolare di Normandia
PROGETTO “EAUD’YSSÉE DE LA MÉDITERRANÉE”

Intervista a Jean-Philippe Carpentier, Console Onorario del Granducato di Lussemburgo in Normandia e Presidente del Corpo Consolare di Normandia

Signor Carpentier, grazie per averci concesso questa intervista a seguito del suo discorso pronunciato il 7 giugno 2025 a Parigi, durante la cena di lavoro intitolata Brazzaville, la grande capitale dimenticata. Ha parlato con passione dell’importanza storica e del potenziale contemporaneo di Brazzaville. Può spiegarci cosa l’ha motivata a partecipare a questo evento?

È in qualità di Presidente del Corpo Consolare di Normandia che ho collaborato a questa cena, un’occasione unica per celebrare Brazzaville, una città dal passato ricco, segnata da momenti storici come il suo ruolo di capitale della Francia Libera o il discorso del Generale de Gaulle nel 1944.

Ma al di là del suo patrimonio, Brazzaville è una terra di opportunità, sia in termini di cultura, turismo che investimenti. In quanto Presidente del Corpo Consolare di Normandia, credo fermamente nella cooperazione internazionale e nella necessità di ridare a questa capitale il posto che merita sulla scena mondiale.

L’iniziativa di Marcellin Mounzeo, Presidente della Maison de la Mémoire Africaine, mi ha subito conquistato per la sua visione.

Nel suo discorso ha menzionato i legami storici tra la Francia e il Congo-Brazzaville, in particolare attraverso l’esempio del Codice forestale. Può specificare come questi legami storici influenzano le relazioni attuali?

Certamente. I legami tra i nostri due paesi sono profondi e si inseriscono in una continuità straordinaria.

L’esempio del Codice forestale francese, promulgato nel 1827 dal re Carlo X, applicato un tempo al Congo e che ancora oggi ispira il codice congolese del 2020, illustra come le decisioni del passato continuino a strutturare le dinamiche attuali.

Questo dimostra l’importanza di una cooperazione duratura, in particolare in ambiti come la gestione delle risorse naturali. Il bacino forestale del Congo, uno dei polmoni verdi del pianeta, è una questione cruciale, e la serata di sabato, con la sua dinamica significativa, può contribuire a iniziative di sviluppo sostenibile.

Ha insistito sul ruolo del Corpo Consolare di Normandia nella promozione degli scambi internazionali. Come si impegna concretamente la sua organizzazione per rafforzare le relazioni con il Congo-Brazzaville?

Il Corpo Consolare di Normandia, in conformità con la Convenzione di Vienna del 1963, ha la missione di favorire le relazioni tra nazioni, i loro rappresentanti e le autorità locali.

Con il Congo-Brazzaville, cerchiamo di promuovere scambi commerciali, culturali e diplomatici.

Ad esempio, eventi come questa cena permettono di connettere attori economici, culturali e politici per esplorare progetti concreti, che si tratti di investimenti nel turismo o di partenariati per valorizzare il patrimonio di Brazzaville.

Vogliamo creare ponti tra la Normandia e il Congo, mobilitando le nostre reti e la nostra esperienza.

Ha elogiato l’impegno di figure come la signora Arlette Soudan-Nonaut per la preservazione dell’ecosistema congolese. Secondo lei, quali sono le priorità per Brazzaville e il Congo nei prossimi anni?

Le sfide sono molteplici. In primo luogo, la preservazione dell’ecosistema, come sottolinea l’azione della signora Soudan-Nonaut, è cruciale.

Il bacino del Congo è un tesoro ecologico mondiale, e la sua gestione sostenibile è una priorità. Poi, lo sviluppo economico e turistico: Brazzaville ha un potenziale immenso per attirare visitatori grazie alla sua storia e alla sua creatività. Infine, c’è la questione della visibilità internazionale.

A lungo dimenticata, questa capitale ha tutte le carte in regola per tornare a essere un faro, come ho detto nel mio discorso.

Ciò richiede investimenti, ma anche narrazioni che mettano in luce il suo dinamismo e il suo patrimonio.

Il programma della serata includeva un panel sulle opportunità economiche e culturali. Quali prospettive hanno aperto queste discussioni, secondo lei?

Questi scambi sono stati molto ricchi. Hanno permesso di ricordare la profondità storica di Brazzaville e di evidenziare opportunità concrete, come lo sviluppo del turismo culturale o i partenariati nell’industria verde.

Queste discussioni hanno gettato le basi per collaborazioni future, in particolare tra attori normanni e congolesi. Speriamo che queste idee si traducano in progetti strutturati, favorendo una prosperità condivisa.

Per concludere, quale messaggio desidera rivolgere a coloro che stanno pensando di impegnarsi in progetti con Brazzaville?

Li invito a scoprire Brazzaville, una città che unisce memoria, creatività e opportunità. Che si tratti di investire, collaborare o semplicemente trarre ispirazione, questa capitale ha molto da offrire.

Grazie, signor Carpentier, per questo scambio e per il suo impegno.

Grazie a voi.

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