Intervista al Presidente della XVII Commissione Arte e direttore di Colucci Fine Art
D. Presidente Colucci, negli ultimi anni il suo nome è legato a importanti scoperte artistiche. Come descriverebbe questo percorso?
R. Negli ultimi anni ho avuto il privilegio di riportare all’attenzione del mondo accademico e museale opere di maestri come Giovanni Lanfranco, Nicolas Régnier, Sassoferrato, Gaspare Diziani, Domenico Fetti, e molti altri. Ogni scoperta non è solo un ritrovamento, ma l’apertura di un nuovo capitolo di studio e confronto tra storici dell’arte e istituzioni.
D. Da scopritore a Presidente della XVII Commissione Arte: come si intrecciano questi due ruoli?
R. Non sono due mondi separati. L’attività di ricerca e attribuzione mi ha insegnato il rigore, l’attenzione al dettaglio, la necessità di verifiche puntuali. Tutti elementi che applico oggi al lavoro parlamentare. Da Presidente della XVII Commissione Arte dell’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo del Sud, le Isole e le Aree Fragili, il mio obiettivo è portare la cultura dentro le istituzioni come strumento di crescita politica ed economica.
D. La presentazione della Gioconda Torlonia a Montecitorio ha fatto molto discutere. Che significato attribuisce a quell’evento?
R. È stata la dimostrazione concreta che Parlamento e Senato possono diventare luoghi di bellezza e di ricerca, non solo sedi legislative. La Gioconda Torlonia, presentata il 24 luglio, ha aperto un dibattito scientifico e al tempo stesso ha mostrato che le istituzioni possono farsi promotrici di diplomazia culturale.
D. Accanto al lavoro istituzionale, lei dirige Colucci Fine Art. Qual è la missione di questa realtà?
R. Colucci Fine Art nasce per valorizzare, catalogare e mediare opere d’arte di alto livello. Ci occupiamo di expertise, organizzazione di mostre, consulenze e progetti editoriali. È un laboratorio dinamico che affianca le istituzioni e i privati nella gestione del patrimonio artistico.
D. Quali sono i progetti più immediati?
R. È in corso una mostra in Finlandia, organizzata con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura e dell’Ambasciata d’Italia, un’iniziativa che rafforza il dialogo internazionale e la diplomazia culturale. La prossima tappa sarà invece al Polo Museale del Sannio, a conferma di una visione che lega l’Europa al Mezzogiorno.
D. Digitalizzazione e conservazione: due sfide complementari?
R. Assolutamente. Da un lato bisogna custodire le opere fisiche con serietà e rigore. Dall’altro è fondamentale costruire archivi digitali che rendano il patrimonio accessibile a studiosi e cittadini di tutto il mondo. La Commissione Arte sta lavorando proprio su questo doppio binario.
D. Dove si vede nei prossimi anni?
R. Non mi interessa soltanto scoprire opere. Voglio creare sistemi. L’Italia deve tornare a essere un faro mondiale dell’arte, e questo è possibile solo se la politica e le istituzioni assumono un ruolo attivo. Il mio compito è trasformare le iniziative di oggi in infrastrutture culturali per domani.