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La perdita della componente divina: l’uomo moderno e la ricerca del meraviglioso

L’uomo, agli albori dell’evo moderno, ha iniziato un particolare percorso spirituale nel periodo che comprende l’Umanesimo ed il Rinascimento quando ha cominciato a rielaborare con una diversa prospettiva la posizione dell’uomo nell’universo. Alcuni personaggi, in quel tempo, hanno sviluppato nuovi percorsi intorno alla natura stessa della divinità cercando di adattarla alle tendenze filosofiche più aderenti ai fermenti culturali del momento e tentare di renderla più conforme alla sensibilità del proprio tempo.

Probabilmente agiva il desiderio di avvicinare maggiormente Dio all’uomo e di sentirsi parte della sua sostanza. Un fenomeno analogo a quanto era già accaduto nel mondo classico in cui si susseguirono varie scuole di pensiero quando i racconti che venivano offerti dal mito non bastavano più. Però, questa volta è accaduto che dopo un lungo percorso filosofico dell’età moderna, inaspettatamente l’umanità è giunta alla contemporaneità, culturalmente dominata da tre importanti pensatori, che sono stati denominati i tre grandi decostruttori, dell’idea tradizionale di Dio e dello stesso modello della civiltà occidentale. A dir la verità questi personaggi non sono stati la vera causa dell’immagine di Dio che si è spenta in modo quasi epidemico nell’umanità a causa di una modernità mal interpretata. Il primo personaggio è il filosofo ed economista Karl Marx che è assurto a simbolo del pensiero ateista e materialista in un determinato periodo.

In effetti Marx negava l’esistenza di Dio ma il suo ateismo probabilmente era il frutto del proprio tempo e di una pretesa scientificità.
L’altro grande decostruttore fu il fondatore della psicoanalisi, Sigmund Freud, che era anche neurologo e filosofo. Lo studioso viennese spiegava il fenomeno religioso, dal suo punto di vista, come la forma di una nevrosi ossessiva di massa. Il terzo personaggio preso in esame è il filosofo, Friedrich Nietzsche. Coi suoi scritti sembra abbia messo fine al modello della nostra civiltà, iniziato con la filosofia di Platone, un allievo di Socrate. La famosa frase “Dio è morto”, vuole denunciare il fatto che Dio è uscito irrimediabilmente dal modo di pensare della cultura contemporanea, sarebbe morto nell’anima di ogni uomo moderno. La nostra sarebbe un’umanità che avrebbe perso l’entità su cui aveva basato tutto il proprio pensiero, il proprio agire ed era stata la fede indispensabile per edificare un edificio spiritualmente strutturato. Nietzsche cerca inutilmente un nuovo fine utile per trovare un nuovo equilibrio, una rinnovata visione del mondo.

Però, occorre dire che non sono certo stati questi signori, denominati i tre decostruttori, a distruggere l’immagine di Dio nelle anime dell’ uomo moderno e lo dimostra anche il fatto che contemporaneamente in Russia si era diffusa una ideologia negatrice di tutto, di Dio, di ogni morale, di ogni valore e dello Stato, negatrice di tutto e che fu individuata come ideologia di tipo anarchico, una strana forma di cinismo. Lo scrittore Turgenev definì questo filone di pensiero come nichilista. Forse aveva ragione Nietzsche quando ipotizzava che la vera causa del nichilismo moderno è data dalla delusione dell’uomo moderno che ha creduto con fede e attualmente è disincantato, ed è causa per reazione dell’attuale nichilismo.

Questo dimostra che era il periodo storico che stava facendo lievitare, per cause complesse, il materialismo epocale e non qualche filosofo per quanto importante, intenzionato a dare un ordine a un fenomeno che stava salendo come l’alta marea. In epoche precedenti erano state di ben altro tipo le dissertazioni dei filosofi sulla natura e sostanza della divinità. Il dibattito filosofico, in un certi secoli, è ruotato intorno alla natura di Dio, se concepito, come trascendente, creatore ma al fuori dal creato e dalla materia, oppure, qualcun altro ha ipotizzato un Dio immanente, presente e vivente anche nello stesso creato.

Questa seconda ipotesi, a molti sembrava giustificata, in quanto come cristiani, sapevano che anche il Redentore si è caratterizzato per una doppia natura, una umana e l’altra divina. Questi filosofi pensavano che Dio vivesse e si manifestasse nell’universo, nella natura. Un grande mutamento si ebbe inizio quando in Italia, la cultura umanistica si incontrò con la cultura platonica nell’accademia della villa medicea fiorentina di Careggi, Scuola voluta da Cosimo il Vecchio a cui si unì Gemisto Pletone, un filosofo greco proveniente da Mistras cittadella monastica nei pressi di Sparta, nel Peloponneso.

Il filosofo era un nobile originario di Costantinopoli, il quale cercava, col beneplacido dell’imperatore bizantino
Giovanni VIII Paleologo, di tutelare l’antico spirito greco già sotto assedio dall’islam degli Ottomani. L’incontro col pensatore Marsilio Ficino risulto’ fecondo per rilanciare una nuova visione del mondo che avrebbe rinnovato la spiritualità, il gusto estetico, la letteratura, la visione politica, e ogni tipo di arte e tutto ciò dette vita a quel fenomeno che fu poi denominato Rinascimento. Il Dio concepito da Marsilio Ficino, filosofo e traduttore di opere classiche, è un Dio da cui origina tutto ciò che esiste.

Il nuovo concetto di centralità dell’uomo sarebbe dovuto al fatto che questo si trova ad agire nel creato e in questa posizione egli ha la possibilità di perfezionare il mondo attraverso le arti e la bellezza. Infatti, l’uomo, volendo, può innalzarsi fino al cielo avendo un’anima divina ma vive anche nella natura.
Jung addirittura racchiude nell’inconscio collettivo di un solo individuo, l’inconscio di tutta l’umanità condiviso.

Poi col tempo si è diffuso come un morbo il disincanto, un annichilimento, una perdita della componente divina, della ricerca del meraviglioso, essendo scomparsa la stessa ricerca di ciò che è sublime, straordinario, l’altro da sé. L’uomo moderno sembra involgarito, svilito. Forse si è spenta una scintilla, l’antico fuoco sacro, il desiderio di essere al centro di un cosmo sacro, come credeva di essere Marsilio Ficino. Questo, per ironia, accade proprio quanto l’uomo ha ormai scoperto che la materia non esiste, che tutto non è altro che energia, luce, musica, ritmo, vibrazione, illusione. Infatti, il mondo scientifico, ha scoperto con Max Planck la fisica dei quanti, la quale, rivoluziona l’impostazione meccanicistica e ci trasforma unicamente in pensiero, forma ed energia, forse costituiti dalla stessa sostanza dei sogni come si domandava Prospero, il protagonista de “La tempesta” di Shakespeare.

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